Prima degli showroom, del sito e di tutto quello che oggi è STØV, c’era un garage.
Per la precisione, il garage di mamma.
Era il 2014 e avevamo iniziato a portare in Italia i primi mobili trovati durante i nostri viaggi nel Nord Europa. Non avevamo un magazzino, uno studio fotografico o un vero spazio espositivo. Avevamo i mobili, quelli sì, e tanti. E poi, scatoloni, attrezzi vari, e decisamente poco posto dove mettere tutto quanto.

Questa foto terribile ma, proprio per questo, incredibilmente autentica (a vederla, ci scende una lacrima), descrive perfettamente gli inizi della nostra avventura. Dentro ci sono alcuni dei primi mobili appena arrivati, ancora imballati, una macchina, scatoloni e una grande insegna vintage appoggiata al muro.
STØV stava iniziando da lì.
I primi mobili arrivati dal Nord
Più di ogni altra cosa, amavamo quei mobili. Le forme essenziali, i legni, le proporzioni, i dettagli. Ci colpiva soprattutto il fatto che oggetti prodotti decenni prima riuscissero ancora a sembrare così attuali. E poi volevamo capirne di più: chi li aveva disegnati, dove erano stati prodotti, come erano costruiti e cosa distingueva un pezzo interessante da uno che lo era meno.
Così abbiamo iniziato a guardare sempre più spesso verso il Nord Europa, e in particolare verso la Danimarca. Sono arrivati i primi viaggi, i primi acquisti e, inevitabilmente, i primi carichi da scaricare.
La logistica era piuttosto semplice: i mobili arrivavano e dovevano entrare nel garage. In un modo o nell’altro! E lo spazio era quello che era. Dentro continuava anche a starci una macchina e tutto quello che normalmente si trova in un garage. In mezzo, intanto, facevano capolino sempre più sedie, cassettiere, mini sideboard e piccoli mobili.
A quel punto, mancava solo un posto dove fotografarli.
Il nostro primo studio fotografico era un cortile
Fortunatamente, fuori dal garage c’era un cortile.
Alcuni dei primi pezzi di STØV sono stati fotografati proprio lì: niente set, niente luci professionali: solo il muro di cemento del cortile e tanta luce naturale.
Una poltroncina, una cassettiera, poi un altro mobile e un altro ancora. Quelle erano, a tutti gli effetti, le nostre prime fotografie di prodotto.
Oggi le cose funzionano in maniera decisamente diversa, ma riguardare questi scatti ci piace ancora. Ci ricordano un periodo in cui stavamo imparando praticamente tutto: come cercare i pezzi, come trasportarli, come valutarli, come sistemarli e, sì, anche come fotografarli.
Poi è arrivato uno spazio
Un paio d’anni dopo, nel 2016, è successa una cosa importante: abbiamo trovato uno spazio. A dire il vero, in quel momento non c’era molto da vedere:

La prima volta fuori dal garage

Quello che fino a poco tempo prima occupava soprattutto il garage di mamma stava iniziando ad assomigliare a un progetto vero.
STØV comincia a prendere forma
